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La 880 001 alle Officine di Cittadella

La storia della 880.001 alle Officine inizia con il salvataggio della unità gemella 880.002 (oggi monumentata a Carmignano di Brenta) che il Sig. Giuseppe Chemello, dirigente delle Officine e quindi sempre a stretto contatto con il Servizio Materiale e Trazione FS, portò a buon fine intorno al 1985.
In quegli anni c’erano ancora tante locomotive a vapore accantonate in buono stato e la 880.001 era una di queste. La macchina era in condizioni tali che le FS l’avevano inserita nell’elenco delle locomotive per il Museo di Pietrarsa (venne prescelta invece un’altra unità), e quando poi le FS la resero disponibile per la vendita le OFFICINE DI CITTADELLA l’acquistarono, non lasciandosi sfuggire l’ottima occasione.
In effetti dopo un sopralluogo nel Deposito di Udine, la macchina venne trovata effettivamente in ottime condizioni, come confermò anche il Capodeposito.
La locomotiva giunse a Cittadella all’inizio del 1987, trainata da una E626, dopo un viaggo notturno dal Deposito di Udine, impianto dove prestò servizio fino al 1983, anno in cui il forno venne spento: fu subito amorevolmente accudita dal personale delle Officine che con mano esperta la riportò all’antico splendore, con un completo lavoro di verniciatura e revisione parziale.
Fu eseguita anche una modifica all’impianto pneumatico per consentire alla locomotiva di muoversi autonomamente sfruttando i serbatoi del freno come accumulatori d’aria per i cilindri motori. Fu revisionata la pompa dell’aria che tornò ad ansimare come un tempo , il fischio e naturalmente furono fatte fondere appositamente le nuove targhe in ottone col numero di servizio che erano andate perdute.
La locomotiva così revisionata fu sempre tenuta al coperto e, dal 1987, ogni anno venne esposta in occasione della festività di Pasquetta all’interno delle Officine per la manifestazione porte aperte venendo sempre accoppiata a qualche carro o bagagliaio d’epoca per riproporre l’atmosfera di un tempo, riscuotendo notevole interesse tra bambini e adulti.
Nel settembre del 1994 la locomotiva, che per l’occasione fu nuovamente riverniciata, partecipò alla manifestazione ferroviaria di Conegliano dove fu ammirata da migliaia di persone e dove fece bella mostra di sé accanto ad un modernissimo Pendolino (ETR 450). Il suo trasferimento venne effettuato al traino della 245.6002 fino a Castelfranco e poi da una D 141 di Conegliano. I viaggi di andata e ritorno andarono benissimo, senza alcun riscaldo alle bronzine delle bielle né a quelle degli assi, segno che il lavoro delle maestranze delle Officine era stato ottimo.
Con la triste chiusura, nel 2000, delle Officine di Cittadella, la locomotiva è rimasta prigioniera all’interno dell’area, privata dei binari e, dal 2002, dei capannoni dove per tanti anni trovò riparo dalle intemperie permettendole, comunque, di arrivare al 2006 in buone condizioni, grazie al telone di copertura con cui è stata protetta. Ora per la nostra locomotiva inizia una nuova vita grazie alla lungimiranza dei fratelli Marchiorello, dott. Dino e dott. Giovanni, e alle maestranze delle Officine che per tanti anni l’hanno curata.